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INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA

FRANCESCO VILLANO

TU/IO

pratiche del fatto scenico

Il gruppo di lavoro sarà a numero chiuso e su selezione dei partecipanti. Per candidarsi è necessario inviare CV e foto entro e non oltre il 17 marzo 2019.

Elementi di drammaturgia attoriale
Nello specifico il lavoro è incentrato sulla relazione dinamica tra l'attore e il "personaggio".
Ovvero sulla ludica contaminazione di due complessità che si alimentano a vicenda. Si parte da un principio di realtà: creare le condizioni per rendere possibile - e riconoscibile - un accadimento nel tempo presente della performance. L'attore, di fatto, per il tempo dell'azione scenica è co-autore del materiale testuale e deve saper sfruttare, in modo consapevole, tutti i suoi strumenti espressivi.
L'analisi agita delle relazioni e delle dinamiche che sottendono al testo, delle azioni principali, delle spinte che muovono i personaggi, saranno esplorate da improvvisazioni guidate, individuando curve, scopi e compiti di una scena con l'obiettivo di sviluppare tra corpo, voce, sensi e immaginario un rapporto organico. Lo scopo è valorizzare l'essere-in-scena, attraverso un gioco teatrale rigoroso, per approcciarsi al testo da più punti di vista, sviscerandone potenzialità e spunti nascosti. Strappare il personaggio dal flusso letterario e tradurlo in relazione, nella realtà, contraddittoria, del "qui e ora" dell'attore.

E ancora: raggiungere uno stato scenico vitale, arricchito dalle direzioni, dai suoni, dalle immagini della Persona/Attore, dalla sua complessità e sensibilità.
Questa fase del lavoro sarà introdotta da un training fisico, vocale e sensoriale. Una serie di esercizi che indagheranno tutta la parte pre-espressiva del lavoro: stare - vedere - relazionarsi (con sé, con l'altro, con lo spazio, col tempo, con gli oggetti, col testo, con chi osserva) - per poi "agire".
Attraverso la sensibilizzazione del corpo si vuole stimolare un approccio ludico, "analogico" al personaggio, che possa tradursi in una più attiva capacità di costruzione drammaturgica attraverso le improvvisazioni. Si tratta di scomporre, destrutturare e ricomporre: ovvero i fondamenti del processo creativo.

CHI È FRANCESCO VILLANO?

Attore, performer, regista. Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, partecipa all'Ecole des Maitres, scuola internazionale di perfezionamento teatrale, guidato da Denis Marleau e Jan Fabre. Come attore lavora con: Antonio Latella, Giuliana Musso, Lisa Ferlazzo Natoli, Fabrizio Arcuri, Emma Dante, Davide Iodice, Carmelo Rifici, Serena Sinigaglia, Claudio Autelli, Pierpaolo Sepe, Luciano Colavero. Partecipa a progetti di teatro sociale con l'associazione Ygramul di Roma, e a performance multimediali con la Bauhaus di Dessau. Come performer collabora con la compagnia di teatro-danza Immobile Paziente di Roma. Con lo spettacolo Per Amleto, regia di Michelangelo Dalisi, vince il premio Dante Cappelletti. Nel 2010 fonda con lo stesso Dalisi e Marco Cacciola la compagnia InBalìa, con la quale realizza tre regie tratte da testi inediti di drammaturgia contemporanea: Piccoli Pezzi Poco Complessi di Magdalena Barile; Sonata per ragazza sola, omaggio a Irène Némirovskj, di Federica Bern, e A zonzo drammaturgia collettiva di InBalìa tratta da Tre uomini a zonzo, di Jerome K. Jerome. E' tuttora in tournée Genesiquattrouno, (di cui è interprete e regista insieme a Gaetano Bruno, anche autore) ultima creazione della compagnia.