COME RAGGIUNGERCI

 

stazione TRASTEVERE

FR1, FR3, FR5

 

Tram: 8, 3

 

Bus: 170, 719

 

 

CARROZZERIE | N.O.T

 

Via P. Castaldi 28/a

00153 Roma

-Ponte Testaccio-

 

mobile +39 347-1891714

 

mail carrozzerienot@gmail.com

INFORMAZIONI RISERVATE AI SOLI SOCI

INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA

ANDREA BARACCO

RIDEREMO DELLE FARFALLE DORATE        

workshop intensivo su Re Lear di W. Shakespeare

Si dice che Re Lear sia una tragedia di “redenzione”. Il protagonista, o meglio i protagonisti, attraverso la sofferenza devono lavare le loro colpe; una sorta di via crucis, un viaggio attraverso prove terribili, verso la rinuncia al mondo e la riconquista infine della propria anima.

Quello che mi ha sempre colpito di questa tragedia, che è una delle più “nere” e per certi versi “enigmatiche” tra quelle scritte da Shakespeare, è che sotto quel nero sembra splendere qualcosa di incredibilmente luminoso.

Il Re Lear è composto da due storie, una principale ed una secondaria.

La prima ha per protagonista l'insopportabile monarca Lear e le sue tre figlie (chi le tocca diventa subito indemoniato); la seconda, quella del disperato Gloucester con i figli Edgar ed Edmund (Caino e Abele) è una variante sul tema l'uccisione del demonio. La prima linea narrativa è tutta in eccesso, è eccessivo davvero tutto, la regalità, la pazzia, la sofferenza, l'uragano, l'odio e questo eccesso inizia subito, non appena entra in scena lo “smisurato protagonista”, Lear. Tutto si fa nero, buio e perverso. Ma poi c'è Edgar, che quando entra in scena fa cambiare direzione alla storia e la tragedia a cui il pubblico sta assistendo o il lettore leggendo, diventa di colpo un'altra tragedia. Non è un caso che le pazzie di Edgar e Lear si incontrino esattamente a metà del testo, come a segnare l'evento fondante dell'intero testo.

Studiare Shakespeare è davvero una grande avventura dell'anima.

Il laboratorio si pone l'obiettivo di analizzare la struttura della tragedia, i personaggi e le situazioni in cui si muovono, per portare in luce la concretezza delle azioni e delle dinamiche tipiche della scrittura shakesperiana, troppo spesso vittime teatrali della potenza e dell'altezza vertiginosa della parola che tutto sembra inghiottire.

 

I partecipanti al laboratorio dovranno imparare a memoria uno o più monologhi della tragedia senza distinzione di sesso.

CHI E' ANDREA BARACCO?

Andrea Baracco si laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Roma “La Sapienza” e si diploma e perfeziona in regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

Tra i suoi lavori più importanti: nel 2011 firma la regia di  Giulio Cesare di W. Shakespeare, spettacolo andato in scena al Globe Theatre di Londra  e vincitore DEL CERTAMEN ALMAGR-OFF, Festival Internacional del Teatro Clasico di Almagro (Spagna). Nel 2012, 2013 , 2014 firma rispettivamente le regie di Troilo e Cressida di William Shakespeare , Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespere e Odissea di Derek Walcott, per il TSA (Teatro Stabile d’Abruzzo). Nel 2012 debutta alla regia cinematografica dirigendo il film “La logica delle cose”, di cui è anche co-sceneggiatore.

Nel 2013 mette in scena Vita di Edoardo II d'Inghilterra di Bertolt Brecht all' Olimpico di Vicenza per il 66° ciclo di spettacoli classici per la direzione di Eimuntas Nekrosius. Nel 2014 firma la regia di Hamlet di William Shakespeare (produzione Romaeuropa Festival, Teatro di Roma e 369 gradi) che ha debuttato al Festival del teatro Classico di Almagro (Spagna) ed è stato in prima nazionale al Teatro Argentina di Roma all’interno del Romaeuropa Festival. Nel 2016 Hamlet è andato in scena nel Palazzo di Bellas Artes a Città del Messico, il centro culturale più importante del paese.   Nel 2015 dirige Mille e una notte di AA.VV (Progetto di alta formazione finanziato da ARCUS_Link University)

Nel 2015 firma inoltre la regia di Madame Bovary di Flaubert su adattamento di Letizia Russo. Nel 2016 dirige la V puntata de I tre moschettieri al Teatro Astra di Torino. Sempre nel 2016 firma l’adattamento e la regia di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, andato in scena al Teatro Romano di Verona all’interno della 68° edizione dell’Estate Teatrale Veronese; nello stesso anno dirige Edipo Re (Compagnia Mauri/Sturno)

All’attività di regista coniuga quella di docente di recitazione e regia.