FRANCESCO VILLANO
TU/IO pratiche del fatto scenico
16|17|18|19|20|21 marzo
h10/17
quota di partecipazione €200
PER PARTECIPARE INVIARE CV + FOTO
ENTRO IL 6 marzo 2026
massimo 12 partecipanti

Elementi di drammaturgia attoriale. Nello specifico il lavoro è incentrato sulla relazione dinamica tra l'attore e il "personaggio".
Ovvero sulla ludica contaminazione di due complessità che si alimentano a vicenda. Si parte da un principio di realtà: creare le condizioni per rendere possibile - e riconoscibile - un accadimento nel tempo presente della performance. L'attore, di fatto, per il tempo dell'azione scenica è co-autore del materiale testuale e deve saper sfruttare, in modo consapevole, tutti i suoi strumenti espressivi.
L'analisi agita delle relazioni e delle dinamiche che sottendono al testo, delle azioni principali, delle spinte che muovono i personaggi, saranno esplorate da improvvisazioni guidate, individuando curve, scopi e compiti di una scena con l'obiettivo di sviluppare tra corpo, voce, sensi e immaginario un rapporto organico. Lo scopo è valorizzare l'essere-in-scena, attraverso un gioco teatrale rigoroso, per approcciarsi al testo da più punti di vista, sviscerandone potenzialità e spunti nascosti. Strappare il personaggio dal flusso letterario e tradurlo in relazione, nella realtà, contraddittoria, del "qui e ora" dell'attore.
E ancora: raggiungere uno stato scenico vitale, arricchito dalle direzioni, dai suoni, dalle immagini della Persona/Attore, dalla sua complessità e sensibilità.
Questa fase del lavoro sarà introdotta da un training fisico, vocale e sensoriale. Una serie di esercizi che indagheranno tutta la parte pre-espressiva del lavoro: stare - vedere - relazionarsi (con sé, con l'altro, con lo spazio, col tempo, con gli oggetti, col testo, con chi osserva) - per poi "agire".
Attraverso la sensibilizzazione del corpo si vuole stimolare un approccio ludico, "analogico" al personaggio, che possa tradursi in una più attiva capacità di costruzione drammaturgica attraverso le improvvisazioni. Si tratta di scomporre, destrutturare e ricomporre: ovvero i fondamenti del processo creativo.
Il testo è Orgia, di Pier Paolo Pasolini. Si tratta di brevi incursioni, tradimenti, istantanee, ma che basteranno credo ad atterrare su questo materiale senza eccessivi inquadramenti ideologici. L’idea del teatro di Parola pasoliniano e di rito culturale sono stati storicamente contrapposti a un approccio performativo, inteso come studio sincronico sull’essere. In questi pochi giorni di lavoro abbracceremo il mondo teatrale di Pasolini cercando di abitarlo con le possibilità del corpo/voce e non di illustrarlo; nello specifico abbineremo tecniche spurie di movimento organico ad esercizi di analisi attiva (e transitiva) del testo per cercare di far dialogare questi due sistemi. I “pezzi” che adotteremo saranno Prologo, Epilogo e il Quarto Episodio ovvero il dialogo Uomo-Donna: scegliendo liberamente il ruolo o i ruoli, anche tradendo l’indicazione identitaria di genere che ne ha dato l’autore.
CHI È FRANCESCO VILLANO?
Nel 2000 si laurea in recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma; prosegue gli studi presso l’École des Maîtres - Master Internazionale di Alta Formazione Teatrale - promosso dal Teatro CSS di Udine, sotto la guida del Maestro Denis Marleau. Consegue inoltre a Laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo - all’Università la Sapienza di Roma. Dal 2012 collabora stabilmente con la Compagnia Lacasadargilla (dove recita negli spettacoli: Lear di Edward Bond; L’amore del cuore di Caryl Churchill; Distant Lights from Dark Places e When the Rain Stops Falling di Andrew Bovell; Il Ministero della Solitudine a cura di Fabrizio Sinisi; Anatomia di un suicidio di Alice Birch; Beautiful Creatures da testi di Giuliano Scabia a cura di Roberto Scarpetti; Uccellini di Rosalinda Conti).
In teatro, come attore, lavora inoltre con: Antonio Latella, Emma Dante, Marco Baliani, Fabrizio Arcuri, Carmelo Rifici, Davide Iodice, Veronica Cruciani, Compagnia Biancofango, Serena Sinigaglia, Giorgio Barberio Corsetti, Jacopo Gassman, Claudio Autelli, Davide Carnevali, Roberto Andò, José Sanchis Sinisterra, Giancarlo Cobelli, Roberto Romei, Luciano Colavero. Come performer, ha affiancato la compagnia di teatro-danza Immobile Paziente di Roma in un lungo percorso di creazione e produzione di spettacoli; ha partecipato inoltre a vari dispositivi multimediali presso la Bauhaus di Dessau. Dal 2021 è regista e interprete di diversi radiodrammi per il canale web del Teatro di Roma e per le rubriche di Radio3 Rai: Domeniche a teatro; Cose che succedono la notte; Ad alta voce. È insegnante di recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma; presso la Scuola di alto perfezionamento del Teatro di Roma; presso la cattedra di Storia del Teatro dell’ Università la Sapienza di Roma; alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore “Prima del Teatro” di Pisa; all’Accademia d’Arte drammatica Ernst Busch di Berlino. Collabora inoltre da anni con l’associazione Fabulamundi Playwriting Europe per sostenere il collaudo di nuovi testi di drammaturgia europea; e con il centro abitativo occupato Spin Time di Roma dove promuove diversi percorsi didattici per attrici/attori/operatrici/operatori dello spettacolo.
Come regista crea Piccoli Pezzi poco complessi, da un testo di Magdalena Barile, produzione CRT di Milano; Genesiquattrouno - co-regia e testo di Gaetano Bruno - produzione teatro PIM di Milano; A zonzo regia collettiva Cacciola/Dalisi/Villano e Sonata per ragazza sola, produzione Teatro Litta di Milano; Il mantello di Loden dal romanzo di Thomas Bernhard, produzione ERT di Bologna. Al cinema recita ne Il mio nome è vendetta di Cosimo Gomez e ne L’ultima notte di Amore di Andrea Di Stefano, oltre a numerose partecipazioni in serialità Rai e sulla piattaforma Sky.
Nel 2023 vince il Premio UBU come miglior attore italiano.

