Filippo Gili

-repliche annullate-

L'UOMO DI LEGNO

Una falegnameria. Un uomo che stramazza a terra. Forse morto, forse solo svenuto. Nulla di strano fin qui. Se non fosse che in quella strana, eterna falegnameria, in quello strano, eterno mondo, mai nessuno s’era accasciato privo di sensi. E’ la storia del primo uomo che smette di essere verticale. Non si sa se perché morto, o solo svenuto, sta di fatto che i suoi 4 colleghi falegnami vedono per la prima volta, nella loro sempiterna vita, un loro simile andar giù, rimanere esanime, supino. Creando lo sconquasso, la negazione del ‘nulla’, il bisogno di rivedere subito ‘verticale’ chi è andato giù, fino a battere, scuotere, fingere, scimmiottare, improvvisar commedia. E una commedia è, questa: una commedia su come la morte – o la sua apparenza – provochi, a catena, la nascita di tutta la filiera delle emozioni umane; e suscitando sentimenti e stati d’animo del tutto nuovi inventi il canto, la scultura, la recitazione, l’arte, ma soprattutto imponga un cambio di passo nel linguaggio, arricchendolo necessariamente di parole che colmino nuove atmosfere psicologiche, come quel ‘ricordare’, quel ‘morire’ indissolubilmente legati al senso dell’essere.

AltraScena e Argot produzioni presentano

L’uomo di legno

di Filippo Gili

Con

Massimiliano Benvenuto

Anna Ferzetti

FIlippo Gili

Barbara Ronchi

Vanessa Scalera

Regia

Francesco Frangipane

Filippo Gili

Effetti scenici

Antonello Resch

CHI E' FILIPPO GILI?

Diplomato presso la “Silvio d’Amico” di Roma, negli anni ’90 recita in diversi allestimenti di Luca Ronconi (Besucher, Gli ultimi giorni dell’umanità, La pazza di Chaillot, Misura per misura, Sturm und Drang). Ha diretto i lungometraggi Casa di Bambola (RaiSat cultura - 1998), Prima di andar via (scritto da lui, Festival di Montepellier - 2004), e L'ultimo raggio di luce (2012). Ha firmato, fra gli altri spettacoli, come regista, Porte chiuse, da Sartre, Spettri, da Ibsen, Oreste, scritto a quattro mani con Marco Bellocchio, Sistema Cechov (Il gabbiano e Tre sorelle), e l’Amleto con Daniele Pecci. È uscita in prima nazionale al Torino Film Festival, a novembre 2014, una riedizione cinematografica di Prima di andar via, con la regia di Michele Placido. A novembre 2015 ha messo in scena Antigone da Sofocle, e a Gennaio Angeli (di suo pugno, al teatro Argot). È andata recentemente in scena, inoltre, con la regia di Francesco Frangipane, la sua Trilogia di mezzanotte, nonché, con la sua regia, Zio Vanja, terzo capitolo del Sistema Cechov, sempre realizzati con Uffici Teatrali, la compagnia di cui è cofondatore. Nella stagione 2016-17 sono stati in scena: a cura di Roberto Cavosi per il Teatro Stabile di Bolzano, il suo Dall’alto di una fredda torre; e, per La Contrada di Trieste, Il solito viaggio, scritto con Matteo Oleotto e interpretato da Marina Massironi. È attualmente in scena la sua regia di Aspettando Godot, con Giorgio Colangeli e Francesco Montanari.

COME RAGGIUNGERCI

 

stazione TRASTEVERE

FR1, FR3, FR5

 

Tram: 8, 3

 

Bus: 170, 719

 

 

CARROZZERIE | N.O.T

 

Via P. Castaldi 28/a

00153 Roma

-Ponte Testaccio-

 

mobile +39 347-1891714

 

mail carrozzerienot@gmail.com

INFORMAZIONI RISERVATE AI SOLI SOCI

INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA