CRONACHE MARZIANE

RICCARDO FESTA

percorso di scrittura scenica aliena

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Quando si racconta una storia, più o meno consapevolmente si creano – dal nulla? - uno spazio e un tempo diversi. Altri o alieni, potremmo dire.  Questo spaziotempo obbedisce ogni volta a leggi particolari, ha una sua fisica peculiare che nasce e perisce con lui. Un cosmo in miniatura che per essere attraversato consapevolmente necessita di coordinate ben precise. Un manuale di viaggio, una guida galattica per creatori di universi. Di cui molto spesso non disponiamo, né come spettatori né tantomeno come artefici.

Nasce dunque la necessità di studiare e capire che accade quando creiamo uno spettacolo, assistiamo a una performance, partecipiamo ad un rito collettivo.

 

Dunque non un laboratorio ma in laboratorio. A fare esperimenti sul dispositivo performativo – capire su quali leggi si fonda, a quali regole obbedisce, se esiste una meccanica quantistica della performance, se la sua geometria è invece solo euclidea. Cercando un modo di comunicare con altri cervelli, altri modi di percepire, altre forme di conoscenza – comunicare con qualcuno con cui sempre ci troviamo a dover negoziare il nostro fato.

 

E come terreno di coltura useremo la silloge di racconti che Ray Bradbury scrisse subito dopo la seconda guerra mondiale: una vera e propria calata nel mito che trascuri una fantascienza tecnologica a favore della trasposizione poetica di un’intuizione.

I racconti di Bradbury saranno per noi un Abito: da indossare in caso di necessità come un esoscheletro potenziato; ma anche abitudine alla quale tornare per trovare rifugio e infine, appunto, luogo in cui abitare, per mettere alla prova teorie e pratiche teatrali.

 

Proveremo a raccontare l’orizzonte sul quale ci affacciamo, ora e tutti, come fossimo marziani appena sbarcati sulla Terra, cercando innanzitutto di capire come e a chi stiamo raccontando – quale linguaggio usare per farci capire da chi arriverà dopo di noi.

Alieni su un pianeta sconosciuto, raccogliamo la sfida di tracciarne una storia possibile, un tragitto percorribile da altri senza che rischino di cadere vittima di paradossi temporali o di essere risucchiati dal temibile buco nero percettivo.

 

Seduti sulle rovine di una civiltà scomparsa, proveremo a raccontare storie di un futuro alle nostre spalle. Cronache di un passato ancora a venire.

TUTTI I MARTEDÌ

 dalle 20 alle 22:30

LEZIONE DI PROVA MARTEDÌ 28 sett.

dalle 20 alle 22:30

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CHI E' RICCARDO FESTA?

Nato a Orzinuovi (BS) nel 1975. Regista e drammaturgo. scrive e dirige “AMELETO DEI PORSELLI”, vicitore della menzione speciale al premio Oltrepaola 2014,  “L’ERA DEI PESCI”, vincitore della menzione speciale a Nuove sensibilità 2008 Nel 2011 vince il primo premio al Fantasio Piccoli Premio Internazionale di Regia con il progetto TELL – THE STORY. Nel 2012 cura l’adattamento teatrale, dirige e interpreta “I QUINDICIMILA PASSI”, con Daniele Roccato, tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Trevisan. Recita nello spettacolo “CAPPUCCETTO ROSSO” , di J. Pommerat, per la regia di Sandro Mabellini,

Nel 2015 comincia la collaborazione con Matteo Angius e porta alla realizzazione di diversi spettacoli e performance, quali: O DELLA NOSTALGIA, prodotto da E45 – Fringe Festival Napoli e Accademia degli Artefatti, OPERA SENTIMENTALE, vincitore del bando NDN 2017, NON SIAMO USCITI VIVI DAGLI ANNI ’80, ERASMEGIDIO

Nel 2015 scrive e dirige, “LEONARDDICAPRIO TUTTOATTACCATO” in stagione al Teatro dell’Orologio, Roma.

Nel 2016 , per la regia di Lorenzo D’amico, interpreta Gower nel PERICLE PRINCIPE DI TIRO. È nela cast della produzione di ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI di VALENTINA E I GIGANTI di Sandro Mabellini. Collabora con la FURA DELS BAUS per l’allestimento della performance FREE BACH 212 all’interno del festival QUARTIERI DELL’ARTE. È nel cast di TRAINSPOTTING per la regia di Sandro Mabellini, prodotto da INTERCITY e QUARTIERI DELL’ ARTE.

Dal 2010 al 2014 ha collaborato con Radio Rai, realizzando diversi programmi, sia come autore che conduttore. Sempre per radio Rai Internazionale e Isoradio ha scritto e interpretato il radiodramma UNESTATE. Nel 2017 e nel 2018 come regista video, ha scritto e diretto i due cortometraggi “Sulla Soglia” e “Di Api E Di Caos”, attualmente presentati in vari festival nazionali ed internazionali.