PENELOPE

Martina Badiluzzi

drammaturgia e regia Martina Badiluzzi


con Federica Carruba Toscano
light design e allestimento Fabrizio Cicero
sound design Samuele Cestola
costrumi Serena Cortellessa
aiuto regia Arianna Pozzoli
consulente artistica Giorgia Buttarazzi


produzione
Oscenica
in coproduzione con
Romaeuropa Festival, Primavera dei Teatri, Scena Verticale, Pergine Festival
con il sostegno di
Teatro Biblioteca Quarticciolo, La Corte Ospitale, Carrozzerie | n.o.t
residenza produttiva
Carrozzerie | n.o.t

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L’attesa in questo momento è uno stato d’animo che ci riguarda intimamente, eppure dietro la scelta di Penelope come protagonista della prossima ricerca, come personaggio, come donna che possa aprire spazio ad un ragionamento non c’era alcun desiderio di essere contemporanee.


Lo scorrere del Tempo è una dimensione che segna il corpo e la psiche di ogni persona e la sua percezione assume valori che variano nelle diverse età e nelle differenti culture. È un fenomeno legato intimamente a quello dell’attesa, che incide invece sui sentimenti e i comportamenti.
Penelope, sinonimo di fedeltà e di amore, è un’icona dell’attesa.

Maxine
di solito ammiravo il tuo talento nel non dire nulla
così bene
che il sangue
era sempre di qualcun’altra
e che c’era sempre
un qualche altro luogo
che ti rendeva
la straniera.

Pietre di viaggio I-XI, Audre Lorde

La sua immobilità è l’esatto contrario del viaggiare di Ulisse, come se la storia richiedesse alla costola di manifestarsi proprio come termine opposto, quindi silente, immobile, braccata, privata della libertà, se non addirittura della volontà. È facile immaginare come si scatenerebbe il popolo social-digitale se questo accadesse ora, facile immaginare il commento “poteva andarsene se non lo voleva” ed è da qui, forse, che serve cominciare per figurarci l’impossibilità di Penelope. Dal corpo, dai nostri corpi vincolati, dai nostri movimenti impediti. La nostra Penelope è una donna contemporanea, l’eroina dell’ingegno, un’icona. Condivide con Ulisse la proiezione dello sguardo sul futuro, ordisce il suo piano in silenzio ma a differenza di come siamo abituati ad immaginarla ormai, conosce se stessa, l’intelligenza fine che l’ha portata ad essere un’eroina di resistenza e determinazione ed  ora, prende parola.  Ironica e dolorante racconta una storia antichissima, Elena, la donna alter ego, l’amore, la maternità, la guerra, la relazione con gli uomini e sullo sfondo di tutto questo il banchetto con cui ha tenuto a freno l’assedio di Itaca.
 
La sensibilità di Federica Carruba Toscano e il suo straordinario talento sono il corpo e la voce perfetti per impersonare una donna così antica eppure dalle istanze modernissime. Per manifestare il fiume di parole che attraversano la storia umana e che sono arrivate fino ad oggi e che affiorano sulle labbra di un’attrice.La bocca è la porta del corpo e della mente che dà sul mondo esterno. È il luogo da cui entra il cibo, da cui escono le parole. È frontiera, è limite. Ed è sulle labbra di un’attrice che prende corpo questa voce, questa donna, questo urlo, canto, vomito, sussurro, un discorso lungo un giorno, un anno, un secolo, la storia intera. Labbra che sono pronte ad accogliere o rifiutare il cibo e raccontano di un’ossessione inconscia. Quindi Penelope e il rapporto con il cibo, da sempre uno strumento di controllo sul corpo delle donne che disgraziatamente mescola sopravvivenza e consumo, l’uno e la moltitudine, il primordiale e il contemporaneo.

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CHI E' MARTINA BADILUZZI?

Regista, autrice e interprete. Negli ultimi anni si è dedicata allo studio dei linguaggi performativi, alla ricerca di un dialogo possibile tra la scrittura, l’interprete e la scena. Studia incontrando Anatolij Vasil’ev, il duo artistico Deflorian/Tagliarini, Lucia Calamaro la regista brasiliana Christiane Jatahy, Joris Lacoste, Jeanne Revel e gli Agrupación Señor Serrano. Nel 2019 vince il bando “Biennale College Registi Under 30” della Biennale di Venezia con lo spettacolo The making of Anastasia, di cui cura regia e drammaturgia sviluppando una narrazione a cavallo tra teatro e cinema.

 

Nel 2020 debutta al Romaeuropa Festival la performance-concerto Rumori, nata durante la quarantena, è un’ibridazione tra la musica sperimentale e una raccolta di racconti originali. Come interprete, è attualmente impegnata nella tournée internazionale di Avremo ancora l’occasione di ballare insieme, spettacolo della compagnia Deflorian/Tagliarini.

 

Nel marzo del 2021 debutterà presso la Fondazione Haydn di Bolzano, l’opera di teatro musicale “Silenzio”, di cui ha scritto il libretto e curerà la regia.