periodo di residenza realizzato con il sostegno del Teatro di Roma - Teatro Nazionale

nardinocchi/matcovich

ARTURO                             

Spettacolo finalista In-Box 2021

Spettacolo vincitore Premio Scenario Infanzia 2020 ex aequo

Arturo non è mio padre / Arturo non è neanche mio padre

Arturo non è un padre
Arturo ha un’isola / Arturo è un’isola
L’isola di Arturo

L’isola di Arturo è un racconto / Il racconto di un figlio

Un figlio che vede il padre guerriero, capitano, eroe

Per poi scoprirlo uomo / Nient’altro che uomo
L’isola di Arturo è Procida

A Procida c’e una ripida salita / In cima alla salita c’e un carcere dismesso
Davanti al carcere c’é un belvedere / Di notte dal belvedere si osservano le stelle
Arturo e una delle stelle più luminose del cielo / Arturo è la prima stella che si vede al tramonto

Le stelle nascono, vivono, muoiono / Proprio come i padri
Morendo lasciano dei residui / Proprio come i padri
Il nostro residuo eÌ la memoria

Il progetto nasce  dall’incontro  di  due  registi/autori  che  condividono lo stesso dolore:

la perdita dei propri padri. Da qui l’esigenza di stare in scena senza la mediazione degli

attori,  lavorando  su  due  differenti  piani: quello  dei  padri  che si raccontano in prima

persona e quello in cui emerge il punto di vista dei figli.

I due piani si invertono, si intersecano, si mischiano e a volte quasi si confondono.
Sul palco si costruisce un puzzle della memoria, composto di dodici pezzi – corrispondenti ad altrettante scene – che esplorano il tema utilizzando forme e linguaggi differenti, includendo anche momenti di interazione con gli spettatori e altri senza una drammaturgia definita.
I titoli dei pezzi del puzzle saranno scritti dagli spettatori all’inizio dello spettacolo, per poi essere mischiati e disposti nello spazio in maniera casuale.
Ciò permette al lavoro di avere una struttura mutevole, non replicabile e dalle “infinite” combinazioni, proprio come l’andamento della memoria; altresì consente allo spettacolo di trasformare le autobiografie dei due attori da memorie private a atto collettivo, aperto, universale, in quanto il segno grafico lasciato dagli spettatori si fa parte integrante e imprescindibile della scena.
L’intento è di trattare la morte, spesso vista come un tabù, con la voglia non di compatirsi o cercare conforto, bensì trasformando il dolore in atto creativo.

di e con Laura Nardinocchi e NiccoloÌ Matcovich

 

Scena Fiammetta Mandich
Sound design Dario Costa
Light design Marco Guarrera

Illustrazioni Margherita Nardinocchi

Grafica Simone Galli, Margherita Nardinocchi

 

Assistenza e cura Anna Ida Cortese
Foto Valeria Taccone

 

Produzione Florian Metateatro, Rueda/Habitas

Con il contributo di: Associazione Scenario, Teatro Due Mondi, ACS - Abruzzo Circuito Spettacolo, Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – Capotrave / Kilowatt Sansepolcro)

 

Residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t con il sostegno di Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

Spettacolo finalista In-Box 2021

Spettacolo vincitore Premio Scenario Infanzia 2020 ex aequo

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CHI SONO NARDINOCCHI/MATCOVICH

LAURA NARDINOCCHI, nata a Pescara nel 1993, si diploma al corso di regia e dramaturg presso l’Accademia d’Arte Drammatica Cassiopea di Roma, condotto da Luciano Colavero e Francesca Macrì. È regista e drammaturga della compagnia Rueda teatro. Il suo ultimo spettacolo Pezzi vince il Roma Fringe Festival 2019.

NICCOLÓ MATCOVITCH, nato a Roma nel 1989, si diploma in drammaturgia presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nel 2016 è tra i fondatori della compagnia Habitas e, dall’estate del 2018, cura la direzione artistica di CastellinAria – Festival di Teatro Pop.

Insieme iniziano un percorso creativo originale accompagnato dalle formazioni Habitas e Ruoeda Teatro in cui le esperienze registiche e autoriali si fondono cercando uno stile personale e concreto. 


Con il loro primo lavoro "Arturo" vincono (ex aequo) Scenario Infanzia 2020 e arrivano in finale ad INBOX 2011.