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collettivo RADIO GHETTO

RADIO GHETTO

_voci libere

Capitalismo, migrazioni, sfruttamento. Ma cos’è, in fondo, un ghetto? Esiste davvero? Chi ci vive? Cosa sognano i suoi abitanti, cosa vedono, che musica ascoltano, cosa mangiano, cosa significa e perché vivere in una baracca in mezzo alle campagne nell’Italia del 2019? E ancora, perché un gruppo di occidentali passa due mesi a vivere all’interno di quei ghetti?
Il progetto teatrale Radio Ghetto_voci libere nasce per mettere in scena, in una modalità performativa, l’archivio e l’esperienza della radio partecipata vissuta all’interno dei ghetti dei braccianti agricoli; creare un luogo scenico nel quale possa nascere una nuova lingua, un altro modo di raccontare, con la voce di chi per Radio Ghetto è passato e continua a passare.
Lo spettacolo diventa allora un viaggio sonoro in continuo aggiornamento, un format,  un dialogo tra racconto e tracce audio; la performance diventa esplorazione, il momento della restituzione scenica un modo per “performare l’archivio”. In bilico tra l’indagine, l’evocazione, la messa in scena di un archivio di schegge sonore – storie, conversazioni, rumori ambientali, musiche – senza cadere nel pietismo ma conservando la tragica ironia del quotidiano, il progetto è un invito a riconoscerci, a tornare in quel ghetto che appartiene a tutti, se non come luogo come condizione esistenziale. E mentre la voce della radio e quella dell’attrice in scena dialogano, si interrogano, si sovrappongono quasi a confondersi, ci si rende conto che oltre l’oppressione, lo schiavismo moderno, le baraccopoli e i campi che ci circondano, ciò che si trova in fondo è un richiamo alla vita.

drammaturgia collettiva Collettivo Radio Ghetto / under35
con Francesca Farcomeni
luci Raffaella Vitiello

regia Luca Lòtano

regia audio Jak Spittle

allestimento Raffaele Urselli

montaggi audio Marco Stefanelli e Jak Spittle

allestimento audio Matteo Portelli

foto di scena Ginevra Sammartino
co-produzione Teatro Studio Uno 2019
con il supporto di Nuovo Cinema Palazzo residenza artistica Contrabbando 2018

con il supporto di Mono srls
spettacolo in cuffia

COS'E' COLLETTIVO RADIOGHETTO?

È un progetto di radio partecipata, strumento di comunicazione e dibattito per le comunità di braccianti stranieri che vivono nelle campagne dell’agro foggiano. Creata nell’estate del 2012, la Radio ha portato nella capitanata pugliese tutta la strumentazione necessaria per l’avvio delle trasmissioni. Sino all’estate del 2016 Radio Ghetto ha trasmesso principalmente all’interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, tra i suoi abitanti, cercando di aprirsi all’esterno, verso la società italiana. Dopo lo sgombero del Gran Ghetto la radio si è trasferita sulla pista di Borgo Mezzanone, a Sud di Foggia. Radio Ghetto è diventata così nel corso di questi suoi anni di attività uno spazio libero in cui dibattere e rilassarsi, scherzare e arrabbiarsi; un’esperienza per entrare in relazione, per immaginare alternative possibili allo sfruttamento e all’isolamento, un contenitore di storie, di persone diverse, racconto di luoghi che sulle mappe sembrano non esistere.

La radio ha utilizzato come strategia metodologica un approccio partecipativo, che vede braccianti, migranti e abitanti del ghetto essere animatori e protagonisti in prima persona delle attività della radio. Per favorire questo approccio, il progetto radio-ghetto si trasferisce fisicamente nel Ghetto durante I mesi estivi della raccolta del pomodoro, dormendo, vivendo, mangiando e condividendone difficoltà, ostruzioni e capacità.