SHOWCASE

Odiolestate

PIETRO ANGELINI
UN ONESTO E PARZIALE DISCORSO

SOPRA I MASSIMI SISTEMI

 

ideazione e azione

Pietro Angelini

progetto sonoro

Filippo Lilli

light design

Paride Donatelli

un ringraziamento a

Carlo Mangiafesta

Ermanno De Biagi

“Un onesto e parziale discorso sopra i massimi sistemi” è onesto perché è sincero almeno al 85% è parziale perché non può prendere in esame tutto è sopra i massimi sistemi perché ruba il titolo all’opera “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” di Galileo Galilei.

Non è una confutazione del sistema tolemaico-aristotelico a favore di un sistema copernicano ma tratta comunque temi più grandi di noi. Ma soprattutto è il primo spettacolo di Pietro Angelini.

Nasce come reazione allo stato psicofisico generato dall’immobilità.

Condizione che tutti, in misura più o meno differente, proviamo, abbiamo provato o forse proveremo e che caratterizza il periodo storico in cui viviamo.

Intrappolati spesso e volentieri nella fitta e caotica rete di pensieri che ci sovrasta, che favorisce auto sabotaggi più o meno consapevoli, come un treno che viaggia all’infinito su se stesso su un binario circolare, la performance diventa sabbia cercando di inceppare questo loop.

Interrogandosi su possibilità concrete di lacerare le maglie che ci tengono fermi e incapaci di agire, come un fiume che rompe gli argini, ecco il fluire di idee, progetti, slanci, tutte quelle invenzioni mai realizzate, tutte quelle che non sembravano abbastanza interessanti o su cui costava troppa fatica mettersi davvero a lavoro. Tutte, le une accanto alle altre, costruiscono un primo rudimentale sistema economico, definiscono un inesplorato mercato artistico alternativo, generano la possibilità concreta di guadagno in termini monetari.

Del resto siamo tutti qui per l’arte, no?

CHI E' PIETRO ANGELINI?

classe ’91

nasce a Grosseto nella maremma toscana.

È attore e performer attivo nel panorama teatrale contemporaneo e nell’industria dell’audiovisivo.

Vive e lavora Roma da 10 anni durante i quali si concentra su una ricerca espressiva che parte dal corpo. Dal 2011 collabora con il collettivo di arti performative Dynamis, tra le altre esperienze lavorative incontra figure come Bob Wilson, Semen Aleksandrovskiy, Kinkaleri, Collettivo Cinetico, Odin Teatret. Nell’ambito cinematografico è stato diretto da Abel Ferrara, Gabriele Salvatores, Stefano Sollima, Cinzia TH Torrini.

“Un onesto e parziale discoro sopra i massimi sistemi” è la sua prima creazione come autore con cui vince l’edizione di ODIOLESTATE 2019 di Carrozzerie not.

DAVIDE PASCARELLA
QUESTA LETTERA SUL PAGLIACCIO MORTO

 

con | Matilde Vigna

testo, regia, spazio scenico | Davide Pascarella

progetto sonoro dal vivo | Chiara Dello Iacovo

 

progetto | teatromemoria

creazioni materiali | Gabriella Armini

consulenza scenografica | Ivano La Montagna

collaboratrici alla creazione | Matilde Vigna + Gabriella Armini + Chiara Dello Iacovo

assistenti | Gabriele Matté + Eva Meskhi + Erica Nava + Letizia Russo

 

un particolare ringraziamento a | Università Nazionale di Kiev “Taras Shevchenko” e il suo archivio storico + dipartimento di studi umanistici dell’Università di Varsavia nella figura del rettore prof. Marcin Pałys + famiglia Brkyglash-Černorizec

“Questa lettera sul pagliaccio morto” è il mio terzo testo teatrale, ma il primo che ho cominciato a comporre, nel 2016. È un monologo, per un attore e dei giocattoli, scritto in forma di lettera. È la storia di un macchinista che investe con il suo treno un pagliaccio su un monociclo, che cammina contromano sui binari. È la lettera che il macchinista scrive ai suoi superiori per raccontare quello che è successo.

Arriva, un giorno, un pagliaccio su un monociclo che corre contro il nostro treno. E noi ci accorgiamo che non siamo mai stati. Tanti pagliacci e tanti monocicli camminano intorno a noi. Ognuno ha qualcosa da urlare. Ognuno non ha niente da perdere. E Giada si è gettata dall’ultimo piano dell’Università. E Serghey dal tetto di casa.

Questo testo racconta la vita di un personaggio inventato, senza sentire neanche per un attimo la necessità di dover dire che è inventato. Racconta di un uomo che riceve il compito di raccontare l’intera vita di qualcun altro, e di come quest’uomo prende sulle sue spalle questo compito enorme. Racconta della vita di un uomo nelle parole di chi lo ha conosciuto giusto il tempo necessario di farsi raccontare la sua vita, e poi morire.

Non so dire se è una storia di umanità, di fratellanza, se è una “storia delle storie”, se è una storia “di un uomo” con qualche sfumatura della storia “dell’Uomo”, ma so che è una storia che ha a che fare col senso primigenio di ciò che è il “fratello”.

Un macchinista vede un uomo morire, raccontargli la sua vita, e in questa vita trova le ragioni per aprire gli occhi su tutto ciò che lo circonda: sull’aria che respira, sul battito del cuore, sul senso della morte. Sembra che intorno a lui sorgano i fantasmi di ciò che gli è stato raccontato, ma vivi e interi, e tornino ad accompagnare questo racconto in punto di morte, che gli viene affidato perché lui lo racconti ancora.

CHI E' DAVIDE PASCARELLA?

Io sono Davide Pascarella. Ho 22 anni, sono nato il 27 maggio 1997. Sono nato a Torre del Greco e vivo ad Acerra, in provincia di Napoli. Studio recitazione alla scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, dove sono allievo di Gabriele Vacis, Valerio Binasco, Fausto Paravidino, Alessio Maria Romano, e altri artisti di cui forse non è il caso di fare l’elenco perché in questo progetto ricopro il ruolo di ​autore​. Come attore o performer, ho lavorato nell’Amleto diretto da Valerio Binasco, nella performance “Bacio” di Rezza/Mastrella, in “Io credo a Cassandra” di Enzo Marangelo per il Napoli Teatro Festival 2018, e altre produzioni realizzate con il Teatro Rostocco di Acerra. Come autore, ho scritto il mio primo testo, “Brucia l’Europa”, con altri due autori, e dopo il debutto al Nuovo Teatro Sanità di Napoli, che ha prodotto lo spettacolo, sarò in scena al Piccolo Teatro di Milano per la rassegna di drammaturgia Tramedautore. Il mio secondo testo, “Appunti per un testo sulla fine del mondo”, è attualmente in concorso al Premio Riccione per il Teatro 2019. “Questa lettera sul pagliaccio morto” è il mio terzo testo.

COME RAGGIUNGERCI

 

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Tram: 8, 3

 

Bus: 170, 719

 

 

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