NARDINOCCHI/MATCOVICH

ARTURO

2|3 dicembre

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Arturo non è uno spettacolo, bensì un accadimento, un incontro.

È nato durante un viaggio in Puglia, d’estate, in un pessimo ristorante. Qui Niccolò ha manifestato a Laura il desiderio di costruire insieme un lavoro che avesse come tema il rapporto con i propri padri, con la perdita dei propri padri e che fossero proprio lui e Laura in scena, pur essendo autori e non attori.

Arturo è così diventato la forma della loro memoria, in cui i racconti, i giochi, le date, gli aneddoti, le parole si sono trasformati in pezzi, per la precisione dodici, di un grande puzzle.

Un gioco a cui gli spettatori non solo assistono come testimoni, ma sono anche invitati a partecipare attivamente: alcuni scrivono un proprio pensiero sul padre, mentre altri scrivono i titoli delle scene sui pezzi di puzzle, aggiungendo qualcosa di personale intorno alla figura del padre.

Qual è il rapporto con i padri e cosa resta (resterà̀) alla loro scomparsa?

I pezzi capovolti vengono poi disposti nello spazio e svelati casualmente, così che le scene possano agire come i ricordi: arrivano all’improvviso, senza poterli prevedere.

Arturo ha quindi una struttura mutevole, non replicabile e dalle “infinite” combinazioni: l’ordine delle scene nelle varie repliche sarà̀ sempre differente.

Arturo vuole trasformare il dolore in atto creativo, con l’intento di rendere una memoria privata collettiva e universale.

di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich

organizzazione Silvia Zicaro

scena Fiammetta Mandich
suono Dario Costa
luci Marco Guarrera
illustrazioni Margherita Nardinocchi

grafica Clarice, Simone Galli

foto Simone Galli, Elisa Nocentini
produzione Florian Metateatro

con il contributo di Associazione Scenario || Teatro Due Mondi || ACS - Abruzzo Circuito Spettacolo || Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello – Capotrave / Kilowatt Sansepolcro) || residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t. con il sostegno di Teatro di Roma - Teatro Nazionale

CHI SONO NARDINOCCHI/MATCOVICH?

Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich sono due registi e drammaturghi.

Laura si forma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Cassiopea di Roma, diplomandosi nel 2019 al corso triennale di regia e dramaturg, mentre Niccolò si diploma nel 2014 al corso di autore teatrale della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.  Laura, con lo spettacolo Pezzi, vince nel 2019 il Roma Fringe Festival e Niccolò nel 2017 riceve la Segnalazione del Premio Hystrio – Scritture di Scena con il testo Trittico delle Bestie.

Niccolò è uno dei direttori artistici del Festival CastellinAria – Festa Pop ad Alvito (FR), in cui Laura lavora come assistente all’organizzazione. La compagnia Nardinocchi/Matcovich nasce nel 2020 con lo spettacolo Arturo, vincitore del Premio Scenario Infanzia ex aequo 2020, finalista al Premio In-Box nel 2021, vincitore Premio della Critica FringeMI 2022 e vincitore Premio delle Giurie Direction Under 30 2022. Arturo partecipa a molti Festival estivi come Kilowatt, Opera Prima, Tramedautore, Segnali, e ha una tournée 2021/2022/2023 con diverse date in tutta Italia.

Grazie a questo primo incontro, Laura e Niccolò cercano di porre le basi per la creazione di una poetica, che intendono portare avanti e continuare a sviluppare: un teatro che vuole essere accadimento e non spettacolo; dove non ci sia finzione e si vada oltre la rappresentazione; dove ci sia una drammaturgia frammentata e non del tutto definita; dove gli spettatori interagiscono e facciano parte di ciò̀ che accade; un teatro di comunità̀, che vuole stare nelle cose e in un pensiero che possa poi continuare a generare delle domande nella testa di chi partecipa all’accadimento.

Attualmente lavorano al progetto Terramadre, selezionato al Premio Cantiere Risonanze 2022 e vincitore del Bando Verdecoprente 2022.

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