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PERSONCINE

GIOVANNA MORI

laboratorio di improvvisazione teatrale

Dall’improvvisazione alla scrittura. L'improvvisazione che si trasforma e si forma in forma finita. Forma che può essere condivisa. La condivisione della necessità. La necessità. Io, tu, noi. Per voi. Ascolto, fiducia, direzione dell’energia, corpo neutro, corpo re, corpo buffone.Mi ascolto, ti ascolto, e noi, insieme, lavoriamo a farci ascoltare, leggere dagli altri. L’importanza della sintesi. Il gesto sintetico, preciso, quello. La parola quella necessaria. Dal piccolo al grande. Una scarpa e le stelle, il vento che passa e un pensiero che resta. L’orologio rotto e il tempo che passa lo stesso. E tutto questo non è nient’altro che un gioco. Il gioco della realtà’)gioco serissimo e pieno di regole da imparare per poterle superare.

 

Postilla dei venti secondi che non si dimenticano, che si portano a casa. Sono vent’anni che insegno e finalmente ho capito che tutto il mio lavoro tende alla ricerca di quei venti secondi dove la comunicazione davvero “passa”.  Mi capita di non ricordarmi i nomi degli allievi, ma quando arrivano, quei venti secondi rimangono indimenticabili. Qualcosa è successo. Ho avuto negli anni, tra gli altri, venti secondi di un allievo che è stato un indimenticabile pesce rosso felice, una ragazza  che  ci ha dato  venti secondi (e anche di piu’) di una madonnella illuminata che un po’ piangeva e un po’ rideva,  Altri venti secondi di una ragazzina con la gonna che aveva delle pieghe che facevano frrr  frr se c’era vento. Venti secondi di un Leopardi semplice o di fortissimo e dolce  Shakespeare  Momenti veri, nudi nonostante i vestiti. Momenti durante i quali la comunicazione era passata. A volte buffa, a volte tragica, spesso e volentieri tragicomica ma sempre commovente nella sua semplicità anche quando era complessa nella forma. Eravamo insieme. Avevamo condiviso un tempo. E questo è  quello che ad un certo punto, in uno spettacolo deve passare. Con forme, contenuti, stili diversi. La comunicazione che crea l’incanto. E questo è quello che, in ogni incontro, insieme cerchiamo.

 

CHI E' GIOVANNA MORI?

Nata in Austria da una famiglia di musicisti, studia a Parigi.  École  du  Cirque A. Fratellini e all’ Ecole J. Lecoq. A Parigi lavora col Theatre de la Calcophane. Si trasferisce in Germania dove mette in scena lo spettacolo LOVETIME. Poi torna in Italia. Da fine anni ’80 al 2000 è parte insieme a Rosa Masciopinto del duo OPERA COMIQUE. Insieme scrivono e mettono in scena 8 spettacoli. In quegli anni lavorano anche come attici e autrici in numerose trasmissioni televisive e soprattutto radiofoniche. Sono ancora più numerose però le trasmissioni che rifiutano. Dopo lo scioglimento del duo  il loro ultimo spettacolo "Mi Lascio" scritto con Jean Claude Carriere  (sceneggiatore di Bunuel , Tati, Peter Brook ) e prodotto alla Fémis di  Parigi viene ripreso da Giovanna come monolgo con la regia di Maurizio Panici. Insieme a Jacob Olesen e’ attrice e autrice dello spettacolo "Oibo’ sono morto" PREMIO FEDERGAT 2010. Lo spettacolo "PREGO" da lei scritto e  interpretato vince il Premio Federgat 2015.

Dal 1996 al 2000 è docente della scuola ESPERIENZE a Roma. Dal 2000 è docente e co/direttrice della scuola del Teatro di Anghiari (Arezzo). Tiene regolarmente seminari a: Università  di Nantes, Central Saint Martins College of Art and Design London, Wansee Forum Berlino, San Pietroburgo, Torino, (master teatro sociale 2011/2013) Roma, Aosta, Anghiari….. Dal 2000 oltre che per il teatro  scrive sceneggiature per il cinema: "Riprendimi" Regia di Anna Negri, "Italian movie" scritto con Matteo Pellegrini e Paolo Rossi, "Leone nel basilico" scritto con Leone Pompucci per la regia di Leone Pompucci.