GABRIELE PAOLOCÀ

NEOCLASSIC sull'attore e l'attrice, senza esagerare

Sotto il manto delle grande drammaturgie del passato abbiamo sempre la certezza di trovare personaggi memorabili, portatori di tematiche universali. Rovistando in questa materia letteraria, mettendola in discussione e mescolandone i sensi, possiamo costruire un percorso che ci permetta di affrontare la pratica recitativa in modo approfondito ma, soprattutto, di sviluppare un approccio creativo. Un approccio che sapientemente guidato può sfociare anche in autorialità, attraverso il quale piegare i contenuti di queste opere a delle personali istanze di rappresentazione.

La destrutturazione dei classici è una pratica molto diffusa nel teatro contemporaneo e ha contraddistinto gran parte del mio percorso.

Il laboratorio verterà in questa direzione. Sceglieremo i personaggi che più ci corrispondono, li affiancheremo, ci riveleremo, mischieremo i nostri “discorsi sull'esistenza” ai loro e poi diventeremo i loro amanti. O i loro assassini.

Avvieremo pratiche di recitazione, di scrittura, di regia, di canto e di movimento. Scopriremo la materia del teatro contemporaneo, un magma dove tutte le arti della messinscena si mescolano senza ruoli definiti, dove l'unico l'obiettivo è dare senso, attraverso i nostri corpi e le nostre idee, alla nostra visione dell'attuale.

TUTTI I GIOVEDÌ

 dalle 20 alle 22:30

LEZIONE DI PROVA GIOVEDÌ 30 sett.

dalle 20 alle 22:30

CHI È GABRIELE PAOLOCÀ?
Nella mia famiglia per anni si è parlato della mia magistrale interpretazione del Re Magio nella recita della parrocchia. Ho provato in tutti i modi a far comprendere ai miei parenti che avrei potuto dare molto di più: ho frequentato l'Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine, ho lavorato come attore in diverse compagnie professioniste (Le Belle Bandiere, Michele Sinisi/Teatro Minimo, Capotrave/Kilowatt, Teatro Kismet Opera, Reggimento Carri/Roberto Corradino, Progetto Goldstein), nel 2015 ho vinto un Premio Hystrio alla Vocazione come migliore attore under 30 e dieci anni fa ne ho addirittura fondata una mia di compagnia (VicoQuartoMazzini) per la quale ho scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli rappresentati in Italia e all'estero, con la quale ho costruito un percorso d'indagine artistica che ha toccato varie forme (istallazioni, performance, radiodrammi) e con la quale quest'anno ho vinto il Premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. 

In questi anni ho costruito un profilo artistico fluido, cosciente delle mille diramazioni che il ruolo del performer ha assunto nel ventunesimo secolo e caratterizzato dalla mia spassionata curiosità per l'arte della finzione.

Eppure, se chiedeste ai miei parenti, vi direbbero ancora che il mio apice artistico l'ho raggiunto a 7 anni, mentre indicavo la stella cometa a San Giuseppe.

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