FRANCESCO VILLANO
TU/IO pratiche del fatto scenico

11|12|13|14 novembre

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"Elementi di drammaturgia attoriale".

Nello specifico il lavoro è incentrato sulla relazione dinamica tra l'attore e il "personaggio".

Ovvero sulla ludica contaminazione di due complessità che si alimentano a vicenda. Si parte da un principio di realtà: creare le condizioni per rendere possibile - e riconoscibile - un accadimento nel tempo presente della performance. L'attore, di fatto, per il tempo dell'azione scenica è co-autore del materiale testuale e deve saper sfruttare, in modo consapevole, tutti i suoi strumenti espressivi.

L'analisi agita delle relazioni e delle dinamiche che sottendono al testo, delle azioni principali, delle spinte che muovono i personaggi, saranno esplorate da improvvisazioni guidate, individuando curve, scopi e compiti di una scena con l'obiettivo di sviluppare tra corpo, voce, sensi e immaginario un rapporto organico. Lo scopo è valorizzare l'essere-in-scena, attraverso un gioco teatrale rigoroso, per approcciarsi al testo da più punti di vista, sviscerandone potenzialità e spunti nascosti. Strappare il personaggio dal flusso letterario e tradurlo in relazione, nella realtà, contraddittoria, del "qui e ora" dell'attore.

E ancora: raggiungere uno stato scenico vitale, arricchito dalle direzioni, dai suoni, dalle immagini della Persona/Attore, dalla sua complessità e sensibilità.

Questa fase del lavoro sarà introdotta da un training fisico, vocale e sensoriale. Una serie di esercizi che indagheranno tutta la parte pre-espressiva del lavoro: stare - vedere - relazionarsi (con sé, con l'altro, con lo spazio, col tempo, con gli oggetti, col testo, con chi osserva) - per poi "agire".

Attraverso la sensibilizzazione del corpo si vuole stimolare un approccio ludico, "analogico" al personaggio, che possa tradursi in una più attiva capacità di costruzione drammaturgica attraverso le improvvisazioni. Si tratta di scomporre, destrutturare e ricomporre: ovvero i fondamenti del processo creativo.

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CHI È FRANCESCO VILLANO?

Attore, performer, regista. Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, partecipa all'Ecole des Maitres, scuola internazionale di perfezionamento teatrale, guidato da Denis Marleau e Jan Fabre. Laureato in Storia del Teatro dipartimento di Scienze Umanistiche (110 e lode) all’Università La Sapienza di Roma. Come attore lavora continuativamente con: Antonio Latella, Giuliana Musso, Lisa Ferlazzo Natoli, Emma Dante, Davide Iodice, Carmelo Rifci, Serena Sinigaglia, Claudio Autelli, Pierpaolo Sepe, Luciano Colavero. Partecipa a progetti di teatro sociale con l'associazione Ygramul di Roma, e a performance multimediali con la Bauhaus di Dessau. Come performer collabora per cinque anni con la compagnia di teatro-danza Immobile Paziente di Roma. Con lo spettacolo Per Amleto, regia di Michelangelo Dalisi, vince il premio Dante Cappelletti. Nel 2010 fonda con lo stesso Dalisi e Marco Cacciola la compagnia InBalìa, con la quale realizza tre regie tratte da testi inediti di drammaturgia contemporanea: Piccoli Pezzi Poco Complessi di Magdalena Barile; Sonata per ragazza sola, omaggio a Irène Némirovskj, di Federica Bern, e A zonzo drammaturgia collettiva di InBalìa tratta da Tre uomini a zonzo, di Jerome K. Jerome. Genesiquattrouno, di cui è interprete e regista insieme a Gaetano Bruno, anche autore, è fnalista al premio Dante Cappelletti e InBox 2014. Parallelamente al suo percorso di attore dal 2007 svolge un’ intensa attività di formatore teatrale collaborando come insegnante di recitazione e training teatrale con molte scuole in Italia e all’estero (CRT, Teatro Litta, Proxima Res, Lab 121, ATIR a Milano; Teatro Comunale a Piacenza, Ernst Busch a Berlino, Teatro Bellini di Napoli, Teatro del Cerchio di Parma, Marche Teatro ad Ancona).

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