FROSINI/TIMPANO
23|24 ottobre
h21
DUX IN SCATOLA

_repliche speciali per i vent'anni nella scatola
«C'è stato già chi ha detto che non si può parlare di queste cose in modo così leggero. C'è chi è arrivato a dire che lo spettacolo sfiora l'apologia di fascismo, qualcuno addirittura ha detto che il modo in cui mescolo le carte può creare degli equivoci, specie presso le giovani generazioni e “specie in un momento come questo” (facciamo riferimento al 2006, ndr). La realtà è più semplice, e più onesta: appartengo alla prima generazione per la quale il fascismo non è più neppure una memoria dei genitori. Il Ventennio e la Resistenza io li ho conosciuti da piccolo guardando i documentari Luce in tv, negli stessi anni in cui guardavo i cartoni animati giapponesi e i Western con John Wayne. Da un punto di vista emotivo, non razionale, devo ammettere che per me non c'era molta differenza tra il fascismo e una puntata del Grande Mazinga: gli alieni cattivi o i robot nazistoidi di Kyashan per me erano sullo stesso piano dei fascisti. Il male assoluto, ma che tutto sommato non esiste. Due cose che fanno parte entrambe dell'immaginario.
Consapevole di questa situazione di partenza, che non è certo motivo di orgoglio ma anzi di preoccupazione, mi sono sforzato di non prendere una posizione ideologica chiara. Questo mi è parso un dovere prima di tutto etico: se “ce la suoniamo e ce la cantiamo” tra di noi che senso ha? Nello spettacolo il punto di vista è volutamente spiazzante. Sono pienamente Timpano e pienamente Mussolini: siamo in fondo una sola carne. Dico io identificandomi con la salma, ma poi introduco anche miei ricordi personali, viaggi nei luoghi menzionati nella storia, slogan neofascisti letti su un muro sotto casa. Soprattutto a Mussolini non somiglio per niente: anche solo guardandomi in scena lo spettatore non può fare una sovrapposizione, come accadeva ad esempio nel film Mussolini ultimo atto di Lizzani. Tra Timpano e il duce non c'è alcuna somiglianza. L'autobiografia di Mussolini morto è un telo non neutro su cui proiettare l'autobiografia di un autore e attore contemporaneo.
Diversi passaggi del testo, benché profondamente miei, sono il risultato di un collage di testi altrui, per lo più libri di storia e di memorialistica, ma anche interventi rubati da siti web neofascisti e molta letteratura del Ventennio. D'altronde non mi interessa la cultura orale: nessun ex partigiano e nessun ex saloino sono stati intervistati per realizzare Dux in scatola. Tutto è cominciato dalla lettura di un bel saggio, Il corpo del duce di Luzzatto, seguito poi da altre letture quali Fabio Bonacina, La salma nascosta, Luisa Passerini, Mussolini Immaginario, Domenico Leccisi, Con Mussolini prima e dopo Piazzale Loreto.»
CHI SONO FROSINI/TIMPANO?
Elvira Frosini e Daniele Timpano, sono autori, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Nei numerosi lavori prodotti negli ultimi anni, Frosini/Timpano portano sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano, decostruiscono ed incarnano le narrazioni della Storia, analizzando le derive antropologiche della società a partire da un vasto materiale di riferimenti vari, dall’accademico al popolare, che costituiscono l'immaginario e la coscienza contemporanei. I loro testi portano sulla scena un complesso dispositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l'incarnazione di personaggi, mitologie contemporanee e culturali, topoi della Storia.
I loro lavori sono stati rappresentati e co-prodotti dai più importanti teatri e festival in Italia e all'estero, tra cui Romaeuropa Festival, Teatro Argentina di Roma, Teatro Metastasio di Prato, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Elfo Puccini di Milano, Bassano Opera Estate, Festival Internazionale di Ferrara, Festival Letteratura di Mantova, Teatro Ponchielli di Cremona, Festival Inequilibrio di Castiglioncello (Li), Teatro della Tosse, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Bellini di Napoli, Teatro Biondo di Palermo, Festival Short Theatre Roma, "Face a Face" / Theatre de la Ville Parigi, La Nuit Blanche di Parigi.
Molti loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi, oltre ad essere tradotti in diverse lingue: francese, inglese, spagnolo.
Nel 2026 Ottantanove è edito da Einaudi.

