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CHRISTOPHE

o il posto dell’elemosina

Nicola Russo

Ho incontrato Sami nell’estate 1995 a Parigi. Avevo diciannove anni. Sami, o Christophe come preferiva farsi chiamare, avrà avuto almeno ventisette o ventotto anni, era un sans-papiers tunisino a Parigi già da una decina di anni. Ho passato con lui nemmeno due giorni ma, una volta tornato in Italia tra settembre e dicembre 1995, lui mi ha scritto ventisette lettere. Christophe viveva per strada facendo l’elemosina, era un artista, voleva scrivere ma viveva la difficoltà della sua condizione di clandestino senza permesso di soggiorno. Non so bene per quale motivo Christophe avesse scelto proprio me come destinatario dei suoi pensieri ma dal 1995 ad oggi ho conservato le sue lettere. Ritrovandomi tra le mani questo materiale dopo più di venti anni mi sono reso conto di quanto le sue lettere siano una testimonianza, per niente sbiadita dagli anni, del suo mondo interiore, della sua psiche. Nel testo che ho scritto cerco di ricostruire i pensieri e le esperienze che possono nascondersi dietro le sue lettere. Ho immaginato che a raccontare la sua storia al pubblico sia Christophe in prima persona, dondolando tra gli anni novanta ed oggi, svelandoci la sua vita da sans-papiers, i segreti dell’arte dell’elemosina, raccontando delle vie e dei calori di una città, Parigi, che per anni lo ha accolto e che, a causa della mancanza di un permesso di soggiorno, ha rappresentato il suo unico orizzonte. Racconto anche dell’incontro con un ragazzo italiano molto giovane che diventerà, a sua stessa insaputa, veicolo di una storia. Racconto di Christophe che si nasconde per anni, leggendo e cercando bellezza in ogni dove e racconto di un suo immaginario ritorno a casa durante il quale l’unico pensiero a tenerlo vivo sarà quello delle lettere spedite, quelle lettere che permetteranno a me dopo più di venti anni di sedermi a un tavolo e di scrivere la sua storia. Viviamo in un’epoca in cui i clandestini sono percepiti come una massa priva d’identità, anche per questo motivo ho deciso di scrivere di Christophe che era un clandestino ma era soprattutto un poeta e che attraverso le sue lettere, che da Parigi sono arrivate in Italia attraversando quella frontiera che lui stesso non avrebbe potuto altrimenti attraversare, ha lasciato una traccia dei suoi pensieri più intimi e una testimonianza poetica e struggente della sua condizione. Le sue lettere sono degli oggetti particolari, pieni di parole e immagini. Ogni busta, ogni foglio è diverso dall’altro, le lettere contengono riflessioni, poesie, stralci di racconti mai terminati, ma anche piccole fotografie, fiammiferi bruciati, lamette, farfalle meccaniche e tante altre piccole meraviglie. È dalle lettere che è partita la mia scrittura e le lettere fanno parte della messa in scena attraverso un lavoro fotografico e di proiezioni che accompagna il racconto. Tutto questo materiale rappresenta molto bene quello che per me dovrebbe essere l’esperienza della scrittura e della messa in scena teatrale: la necessità di partire da qualcosa di personale, di vero, di vissuto per poi tendere all’universale. Credo che solo partendo dal personale possiamo sperare di riuscire a parlare agli altri e per me è il vissuto raccontato con sincerità che ci permette da spettatori di riconoscerci in una storia e che, forse, può riuscire a innescare quel meccanismo capace di trasformare un fatto piccolo e privato in qualcosa di più che possa parlare e appartenere a più persone.

Christohe o il posto dell'elemosina
(primo studio)
di e con Nicola Russo

 

scene Giovanni De Francesco
luci Cristian Zucaro
video Lorenzo Lupano
suono Andrea Cocco
assistente Valentina Minzoni
organizzazione Isabella Saliceti

 

una produzione Monstera

Residenza produttiva Carrozzerie n.o.t

 

ph. credit:

per le lettere - Alessandra Catella
per il ritratto - Giovanni De Francesco

CHI E' NICOLA RUSSO?

Nicola Russo (1975) regista, autore e attore, fonda nel 2010 la compagnia MONSTERA.
Nel 2010 scrive e dirige Elettra biografia di una persona comune che si aggiudica la vittoria dell’E45 Napoli Fringe Festival. Nel 2011 scrive e mette in scena Physique du rôle, liberamente ispirato al lavoro di Sophie Calle. Nel 2013 realizza due lavori: La Vita Oscena di Aldo Nove, in residenza al teatro Elfo Puccini di Milano e Leonce e Lena, fiaba sulla necessità di essere e la convenienza di non essere da G. Büchner messo in scena per il festival Tfaddal del Teatro Franco Parenti di Milano e per Le vie dei Festival di Roma. Nel 2014 con la compagnia MONSTERA realizza il progetto “Lost in Translation”, finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, per mettere in scena ad Amsterdam in inglese il suo testo “Elettra, biografia di una persona comune”. Nel 2015 scrive e mette in scena Vecchi per niente, ispirato a La forza del carattere di James Hillman prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano in collaborazione con Monstera. Nel 2016 scrive e dirige Nina (Montreux 1976), nato in collaborazione con il Festival di Radicondoli e Le vie dei Festival di Roma e con il sostegno del NovaraJazz. Sempre nel 2016 adatta, dirige e interpreta Vite al confino dal libro di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio La città e l’isola – Omosessuali al confino nell’Italia fascista; lo spettacolo debutta in forma di studio a Le vie dei Festival di Roma. 
Nel 2017 scrive e dirige lo spettacolo “Io lavoro per la morte”, prodotto in collaborazione con Le vie dei Festival di Roma, di cui è anche interprete insieme a Sandra Toffolatti. Come attore è stato protagonista di molti spettacoli al Teatro dell'Elfo di Milano per la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani: Puck nel Sogno di una notte di mezza estate e Romeo in Romeo e Giulietta di William Shakespeare; Tom ne Lo zoo di vetro di Tennessee Williams, Franz in Come gocce su pietre roventi di Rainer Werner Fassbinder. Ha lavorato come protagonista con Luca Ronconi in Peccato che fosse puttana di John Ford, con Marco Bellocchio nel Macbeth di William Shakespeare e con Eimuntas Nekrosius in Anna Karenina di Lev Tolstoj.