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SCAVI

Deflorian/Tagliarini

Nell’autunno 2018 debutteremo con Quasi niente, uno spettacolo liberamente ispirato a Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Il film del 1964, è la prima opera a colori del regista e vede in scena, a partire da un breve racconto di Tonino Guerra, una straziante e fanciullesca Monica Vitti. Giuliana, moglie e madre, attraversa il deserto – che in una scena è davvero rosso – della sua vita senza che nessuno possa realmente toccarla, senza toccare davvero nessuno. Poche le parole, alcune talmente belle da diventare proverbiali (“Mi fanno male i capelli”, la più nota, presa in prestito alla poetessa Amelia Rosselli) e protagonista assoluto il paesaggio, una Romagna attorno a Ravenna trasfigurata dal regista.

 

Scavi è un progetto collaterale allo spettacolo, una performance per un numero limitato di spettatori, che vuole essere la restituzione pubblica delle nostre “scoperte” nella fase di indagine del lavoro. Andare a Ferrara al Fondo Antonioni, leggere tutto quello che è stato per noi reperibile della preparazione del film, ritrovare grazie a Morena Campani il diario di uno degli assistenti alla regia, vedere le fotografie di scene girate non montate, avere tra le mani i primi pensieri di Antonioni scritti a penna quando l’idea era vaghissima, sapere delle sue notti in bianco per cambiare finale al film pochi giorni prima della fine delle riprese per la partenza di uno dei protagonisti è stato un continuo confrontarci con quello che avviene sempre nel processo creativo, lo scontro meraviglioso e faticoso tra idea e materia.

 

Abbiamo scavato con pazienza come fanno gli archeologi. Manici di anfora, mattonelle, a volte iscrizioni. Ma in questo caso l’edificio intero è lì sotto i nostri occhi. Più simile alla punta di un iceberg che non mostra la parte sommersa, ma che galleggia grazie ad essa. Antonioni ha detto in un suo scritto: “Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima. Fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai. O forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà”.

CHI SONO DEFLORIAN/TAGLIARINI?

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer. Il primo lavoro nato dalla loro collaborazione è del 2008, Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch. Nel 2009 hanno portato in scena un lavoro liberamente ispirato alla filosofia di Andy Warhol, from a to d and back again.

Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita a due lavori:

l’installazione/performace czeczy/cose (2011) e lo spettacolo Reality nel 2012, lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni con la collaborazione di Monica Piseddu e Valentino Villa ha debuttato l’anno successivo al Romaeuropa Festival di Roma. Lo spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2014 come miglior novità italiana e nel 2016 il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada.