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INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA

Francesco M. Laterza + Floor Robert

CONCERTO

“Concerto” e’ un concerto dell’immaginazione. Uno spettacolo teatrale che sogna di essere una performance musicale. Il lavoro muove da una raccolta di sogni, personali e altrui, fedelmente trascritti e usati come materiale ready-made per costruire canzoni originali e tracce performative. Un coro di forze, immagini e voci al limite del paradosso che dialogano all’interno di un assurdo concerto in perpetuo mutamento.

Secondo lo scrittore Joseph Addison, “quando sogniamo, l’anima conversa con innumerevoli individui di sua creazione e si trasferisce in diecimila scene di sua immaginazione divenendo contemporaneamente il suo teatro, il suo attore e il suo spettatore”.

In questo senso, la lingua dei sogni puo’ essere letta come lingua poetica, disponibile a molteplici piani di interpretazione, intrisa di quotidianeita’, spesso surreale, e al tempo stesso simbolica.

Nella dimensione onírica l’alto e il basso si alternano senza rigidita’ normative e le immagini che il sogno produce sembrano sempre rimandare a qualcos’altro di inafferrabile, se non nella profondita’ dell’individualita’ che lo produce.

Concerto come esecuzione musicale ma anche come compartecipazione di elementi impiegati in un medesimo scopo. Voci, immagini, proiezioni, memorie, paure come elementi frammentari di un identita’ alla ricerca di una sua definizione.

In scena due performer come due clown venuti da lontano si cimentano in un compito al di sopra dei loro limiti, tentando forse di realizzare il loro stesso sogno di essere cantanti per il tempo di una performance.

Nello scarto tra ambizioni e risultati emerge l’umano con il suo portato comico e contemporaneamente tragico. I confini tra i linguaggi si fanno piu’ labili. Teatro, musica, danza. La drammaturgia come mix di elementi. Le tracce si susseguono per corrispondenze poetiche come nei sogni o per giustapposizioni di assonanze e dissonanze come nella musica.

Lo spazio intorno ai corpi e’ vuoto, pronto a essere investito dall’immaginazione di chi guarda. Il teatro come luogo in cui poter rendere visibile l’invisibile che si agita momentaneamente nelle nostre teste. Diversi sogni individuali come parti di un unico lungo sogno collettivo che per qualche ragione somiglia a un incubo...

di Francesco Michele Laterza
con Francesco Michele Laterza e Floor Robert

disegno luci Adriana Renna
tecnica Letizia Paternieri
Foto di Regina del Toro Rodríguez

coproduzione Teatro delle Moire/Danae Festival
realizzato con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Teatro delle Moire, Industria Scenica, Milano Musica, ZONA K) e di Associazione Punto a capo, Calolziocorte

in collaborazione con Atcl

CHI E' FRANCESCO MICHELE LATERZA?

performer e regista. Dopo una laurea in Economia per arti, cultura e comunicazione si interessa sensibilmente alle arti performative. Frequenta un corso di alta formazione per attori presso la Fondazione Pontedera. Qui incontra tra gli altri Danio Manfredini, Roberto Latini, Silvia Pasello, Gay Pin e Raffaella Giordano, con cui l’anno seguente intraprende il corso biennale di Nuove Scritture per la danza contemporanea. E’ membro fondatore di FamigliaFuchè, collettivo di ricerca artistica sul movimento. Approfondisce lo studio della danza con diversi maestri tra cui Josef Nadj, Silvia Rampelli e Dominique Dupuy. Dopo aver lavorato come interprete per diverse compagnie italiane ( DOM, Teatro Valdoca, Strasse, Inquanto teatro) intraprende un percorso autoriale mettendo al centro della sua ricerca la relazione tra corpo e processi di costruzione dell'identità attraverso la sperimentazione di diverse modalità performative. Nel 2015 con il progetto Acquafuocofuochissimo è tra i cinque coreografi promossi da AnghiariDanceHub e vince il bando Assemblaggi Provvisori indetto dalla Tenuta dello Scompiglio di Vorno, Lucca. Nel biennio 2018-19 è artista associato di Danae Festival Milano. Nel 2018 partecipa al progetto E’ il corpo che decide, Furla Series#1 presso Museo del Novecento di Milano curato da Marcello Maloberti e dal 2017 lavora come formatore teatrale per diverse utenze tra cui professionisti, amatori, scuole e parkinsoniani. Nel 2019 intraprende una ricerca sui sogni che porta alla creazione di Baby I’m dreamin’, progetto site specific per il Cross Festival di Verbania e Concerto, coproduzione Danae Festival e Intercettazioni, circuito residenze della Lombardia. 

CHI E' ROBERT FLOOR?

artista nata in Olanda vive e lavora a Firenze dal 2002. Nel 2006 si avvicina alla danza lavorando come interprete per Kinkaleri in Nero2 e Nerone. Studia con Claudia Castellucci alla Stoa, scuola di movimento ritmico e nel 2008 è finalista al Premio Hystrio per attori under 30 ricevendo una menzione speciale alla vocazione. Frequenta il corso biennale di Nuove scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano ed è membro fondatore di FamigliaFuchè, collettivo di ricerca artistica sul movimento. E' cofondatrice e coautrice degli spettacoli di InQuanto teatro e dal 2014 intraprende un percorso autoriale creando Influenza, spettacolo selezionato come finalista per DNA Appunti Coreografici 2015 e progetto vincitore del bando S'Illumina indetto da SIAE. La sua seconda creazione Fireball debutta al Festival Fabbrica Europa nel 2019. Con lo pseudonimo La Pler firma creazioni di illustrazione e disegno dal vivo per la danza. I suoi disegni sono stati scelti come immagini dello spettacolo Panorama dei Motus. Dal 2018 realizza costumi di scena per le creazioni proprie e altrui, realizzando tra gli altri, gli abiti di scena per lo spettacolo "Do Animals go to Heaven?" di Olimpia Fortuni.