ALESSANDRO BUSINARO
QUESTO GIOCO
È INUTILE

playground per artisti performativi

prima sessione

8|9|10|11|12|13 gennaio

h10/16

seconda sessione / aprile

terza sessione / luglio

Paluan1 (1).jpg

In Homo Ludens, Johan Huizinga ci dice che il gioco è un’azione compiuta entro certi limiti definiti di tempo e di spazio, secondo una regola volontariamente assunta, e che tuttavia impegna in maniera assoluta, che ha un fine in sé stessa; accompagnata da un senso di tensione e di gioia, e dalla coscienza di essere diversi dalla vita ordinaria. I dizionari della lingua italiana ci dicono che per “inutile”, invece, si intende un qualcosa che non serve perché è superfluo, inutilizzabile. Inutile è il contrario di fruttuoso, vantaggioso, produttivo. Ecco allora che, fidandoci di Huizinga e dei linguisti italiani, ci appare chiaro che cosa sia questo playground che vogliamo presentarvi: è un luogo dove per tre sessioni limitate nel tempo un gruppo di artisti agiscono volontariamente con gioia e tensione senza un limite produttivo di partenza, lasciando spazio a tutto ciò che spesso, all’interno di un contesto di lavoro, viene visto come il peggior nemico: l’imprevisto. Durante Questo gioco è inutile proveremo a mettere insieme una pluralità di punti di vista: il mio, quello di coloro che parteciperanno al playground e quello di molti artisti provenienti da secoli e secoli di storia che, attraverso le loro opere, ci daranno indizi e materiale di studio. Cercheremo di metterli insieme e di dare vita ad una grammatica condivisa che ci porti giorno dopo giorno sempre più vicini alla creazione di un gioco attorno a delle domande che sono per me centrali nell’arte e nel mondo di oggi:

- Play, jouer, giocare. Cosa rende un’azione un gioco? - Jumanji, un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar. Cosa accade mentre si gioca? - “Abbiamo vinto la partita”, dice un tifoso seduto in tribuna. Cosa accade mentre si guarda gli altri giocare? - Rinunciare al senso della vita per restare in vita. Dove si trova il tempo per un gioco inutile? - Se non si comprende l'utilità dell'inutile, l'inutilità dell'utile, non si comprende l’arte. L’inutilità è politica? - L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Diventare grandi significa diventare utili?

Il processo di selezione avverrà tramite l’invio all’indirizzo carrozzerienot@gmail.com del seguente materiale (deadline 23 dicembre):

atto ludico: una vostra creazione, partendo e lasciandovi suggestionare dalle tematiche proposte. Il medium è libero: può essere un piccolo video, un documento scritto, una composizione sonora, frammenti di archivi, un monologo, una semplice presentazione o qualsiasi cosa che possa regalarci un vostro punto di vista.

Curriculum vitae e foto +  indicare disponibilità per periodi aprile / luglio

N.B. il workshop rientra nella proposta di formazione di Carrozzerie #whynot, ovvero percorsi di formazione e ricerca gratuiti.

N.N.B. i percorsi #whynot non sono finanziati con fondi pubblici e non vengono realizzati in funzione di bandi ma solo per il desiderio della struttura e degli artisti coinvolti di sperimentare in libertà e senza vincoli di carattere economico.

CHI E' ALESSANDRO BUSINARO?

Alessandro Businaro (1993) inizia i suoi studi alla Scuola di teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone” per poi proseguire all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Nel 2016 debutta con una sua regia nella sezione del Festival dei Due Mondi di Spoleto dedicata ai giovani registi delle varie accademie europee con lo spettacolo “Naufragio”. Nel 2018 partecipa al bando della Biennale College Teatro - Registi Under 30 con un lavoro su “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” di Jean- Luc Lagarce, arrivando trai sei finalisti. Dopo il diploma inizia un percorso in qualità di assistente alla regia con Antonio Latella e con Leonardo Lidi e a Febbraio 2019 firma il coordinamento artistico per lo spettacolo “L’Arminuta” prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Sempre nel 2019 partecipa per la seconda volta al bando della Biennale College, arrivando anche in questa occasione in finale con un lavoro su “Amleto”, da William Shakespeare con la drammaturgia di Stefano Fortin. Nel 2020 presenta in cartellone alla Biennale di Teatro 48  “George II” di Stefano Fortin, prodotto in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Proprio con il Teatro Stabile del Veneto a Giugno 2021 firma la regia della trilogia “Abitare lo specchio”, per la drammaturgia di Tommaso Fermariello. È stato selezionato tra gli 8 “mid - career directors” partecipanti al Directors Lab Mediterranean 2021, tavola rotonda internazionale organizzata dal Teatre Lliure di Barcellonae da Gennaio 2021 è il Direttore Artistico di "Teatro in Quota", festival di arti performative dell'Altopiano delle Rocche. 

126179941_10218428275041678_388385772490041911_n.jpg